venerdì 8 settembre

inizio ore 22

EGON

INTROSPETTIVA DA KLIMT A SCHIELE

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Dopo una settimana di residenza a Valdapozzo, Leonardo Diana presenta un estratto del suo nuovo spettacolo dedicato a Egon Schiele.

IDEA

“Egon – Introspettiva da Klimt e Schiele” è un progetto multidisciplinare incentrato sulla poetica dei pittori, Gustav Klimt ed Egon Schiele, nella Vienna dei primi del ‘900.
Il lavoro vedrà impegnati: tre danzatori, due musicisti, due video artisti e un programmatore che stanno lavorando verso l’elaborazione di un linguaggio unico ed equilibrato tra le diverse discipline. Riflettendo sul periodo della “grande Vienna” a cavallo del primo ‘900, definita anche “l’età dell’inconscio”, dove la relazione tra arte e scienza era incommensurabile, dove l’humus culturale era così ricco da creare relazioni, anche nascoste e inaspettate, tra personaggi come Gustav Klimt e Egon Schiele, Sigmund Freud, Arthur Shnitzler, Adolf Loos, Ludwig Wittgenstein.

Il progetto in questione si sviluppa riflettendo sulla relazione tra il corpo e e le nuove tecnologie (in particolare nella musica, nel video e nello sviluppo di software).
Nasce così l’idea di mettere insieme la danza, con la musica e la video arte, per la preparazione di una performance multidisciplinare che ricrei l’aura mistica che circonda le vite di Klimt e Schiele e i paradigmi estetici, al tempo rivoluzionari, che sono riusciti a imporre.

Leonardo Diana nella propria riflessione artistica sul doppio, lo specchio, la rappresentazione di sé e il narcisismo, intende con questo lavoro confrontarsi con i due pittori che ostentano il cambio di paradigma nella sfera dell’immaginario, illustrando un periodo carico di turbamenti storici ed esistenziali e rendendo manifesti impulsi interiori ed inconsci.

POETICA

La poetica sulla quale si orienta la drammaturgia dello spettacolo sarà quella filosofica del pittore Egon Schiele e del primo espressionismo viennese, incentrata sulla ricerca di un’introspezione psicologica, attraverso il movimento di un corpo contorto, astratto dal suo contesto, scosso dal disagio interiore, figlio della società nella quale è costretto a vivere, oggi come allora; in contrasto con le figure armoniose e con la forte componente estetico-decorativa caratteristici di un certo periodo della produzione artistica di Gustav Klimt.

Lo scopo della ricerca mira alla creazione di una relazione chiara dove ci sia equilibrio tra i diversi “attori”, dove nessuna leadership si imponga e lo spettatore debba solo assaporare e immergersi totalmente nella performance grazie alla tridimensionalità del suono e delle immagini. L’interazione tra le diverse discipline viaggia parallela alla realtà “multitasking” che contraddistingue l’attuale periodo storico e il contrasto col corpo del danzatore ne amplifica la relazione ormai inscindibile.

CORPO

La ricerca nel processo creativo si sofferma sul passaggio da una percezione interna, introspettiva, ad una percezione esterna caratterizzata dall’ascolto dell’altro e del luogo che abita. Partendo dallo studio delle posture dei corpi di Schiele e dalla continuità del suo gesto pittorico, si svilupperanno diverse qualità motorie che andranno ad abitare lo “spazio pittorico-virtuale” della scena come a comporre dei quadri interattivi, andandosi quindi a sovrapporre al lavoro video e musicale degli altri artisti coinvolti in scena.

La ricerca del gesto nascerà dallo studio di diversi stati emozionali della persona che, attraverso un’attenta analisi motoria, verranno tradotti in scrittura coreografica nella ricerca di una trasmissione dell’emozione allo spettatore mediante le diverse qualità di movimento. L’arte coreutica oggi è alla ricerca di una propria riaffermazione come linguaggio comunicativo e di una dimensione spaziale nella quale esprimersi al meglio.

La danza è da sempre un linguaggio “astratto” e, proprio per questo, si trova in perfetta armonia con altre discipline, anch’esse “astratte”, come la musica, la video arte, la poesia e un certo tipo di arte visiva. E’ da questo principio che parte e si sviluppa la performance, nella volontà di raggiungere la sensibilità dello spettatore attraverso canali che non siano principalmente razionali ma piuttosto “emozionali”. Fare in modo che lo spettatore rimanga colpito da ciò che vede e che sente, piuttosto che da ciò che pensa, lasciando che la riflessione, come l’etimologia suggerisce, nasca solo in un secondo momento

OCCHIO

L’elaborazione video, curata dal gruppo PROFORMA, si svilupperà attraverso un lavoro di projection mapping site specific, che vedrà il suo sviluppo partendo dalle suggestioni delle pitture e delle tematiche del primo ‘900 viennese per andare ad indagare aspetti simbolici e introspettivi dell’uomo. Grazie allo sviluppo di un software dedicato, le immagini avranno diverse funzioni che spazieranno dal set design al costums design con proiezioni direttamente sui corpi dei danzatori.

ORECCHIO

La ricerca sul suono si caratterizza per la stretta relazione tra la musica e le altre arti, con l’ausilio delle nuove tecnologie oltre agli strumenti tradizionali.
Gli strumenti tecnologici permettono un diretto e intuitivo rapporto tra suono e immagine, sia essa visiva, generata da un video, sia essa un corpo in movimento. Suonare è comporre allo stesso tempo una partitura corporea, come una danza.

L’esplorazione delle possibilità offerte dalle nuove tecnologie, interattive e non solo, viaggia parallelamente all’uso degli strumenti tradizionali. Dai sensori ai microfoni a contatto, dai controller midi ai “sensori di profondità”, come la kinect della Microsoft, grazie al quale è possibile dare una mappatura completa del corpo.
La musica è parte integrante del processo creativo, diventando si potrebbe dire “musica coreografica”.

CRONOPROGRAMMA

Il progetto si svilupperà attraverso diverse residenze artistiche nelle quali si partirà da una fase sperimentale sull’interazione dei diversi linguaggi, ad un altra fase di ricerca personale legata più strettamente al tema preso in considerazione e infine un’ultima fase, dove verrà allestito lo spettacolo/performance da presentare nei diversi contesti, che dovranno spaziare dal teatro a luoghi non convenzionali, come: musei, gallerie, spazi espositivi, fabbriche, ecc…

Il progetto cominciato a inizio aprile, debutterà in forma teatrale al Teatro Cantiere Florida venerdì 27 ottobre.