Sabato 19 maggio/Domenica 20 maggio

CREATIVI ALL’IMPROVVISO

Laboratorio di improvvisazione individuale e collettiva guidato da Luca Serrapiglio

Improvvisazione come buona pratica.
Improvvisazione come strumento di relazione.
Improvvisazione come strumento di ricerca.
Improvvisazione come strumento di analisi e autoanalisi.
Improvvisazione come meditazione.
Improvvisazione come sfogo.
Improvvisazione come gioco.

Anche quest’anno, a Valdapozzo presentiamo un laboratorio di improvvisazione, questa volta condotto da Luca Serrapiglio.

Il laboratorio si articolerà in due giornate, sabato 19 e domenica 20, orari indicativi 10-13 e 14:30-17:30, e la domenica alle 18:30 vi sarà un concerto finale in cui verrà offerta una restituzione al pubblico del lavoro svolto insieme.

Il costo per le due giornate è di 70 euro, possibilità di dormire in Cascina a 10 euro a notte.

Per informazioni 3402342557 e lunaima@yahoo.it

cropped-pozzo_dei_desideri_2.jpgImprovvisare è una pratica di libertà, di creatività e autocontrollo.
E’ la pratica del qui e ora, dell’immediato; dell’errore e della sua gestione positiva. L’improvvisazione è l’arte di chi si vuole prendere rischi, di chi vuole guardare oltre.
E’ l’arte dell’imperfetto.
L’improvvisazione usa il testo scritto come un mezzo, non guarda al testo come a un fine.
Insegna ad ascoltare, obbliga alla ricerca di una relazione profonda con l’altro.
Chiede attenzione totale e continua.
Chiede partecipazione e convinzione: chiede di crederci. Chiede di credere in sé stessi.
Non si può insegnare, ma ci può insegnare.
Esistono tecniche legate all’improvvisazione, ma l’improvvisazione non è una tecnica.
E’ usata in molti generi musicali, ma non è un genere.
E’ un approccio all’arte, e quindi alla vita.

dirigendoLa due giorni a Valdapozzo sarà un percorso pratico e teorico sull’improvvisazione musicale. L’obiettivo è conoscere e sviluppare la nostra capacità di fare musica come improvvisatori, creatori e creativi, oltre che come esecutori. E’ aperto a musicisti già formati o può essere il primo approccio alla musica per chi ancora non sa suonare uno strumento. Partendo dal principio che “l’improvvisazione non si improvvisa” (Giancarlo Schiaffini, cit.), attraverso vari esercizi e soprattutto suonando e creando insieme cercheremo di stimolare la creatività, l’ascolto, l’interazione e le capacità musicali di tutti i partecipanti.

Lo scopo primario del laboratorio non è l’acquisizione di specifiche competenze musicali, ma consiste piuttosto nella sperimentazione del linguaggio corporeo-sonoro e musicale, come mezzo per comunicare, interagire e prendere coscienza di sé e degli altri. L’apprendimento di determinate competenze musicali diviene piuttosto una conseguenza di questo lavorare insieme.

Improvvisare da soli è fondamentale per sviluppare la capacità di ognuno di creare anche come solista, cosa che per alcuni risulta molto difficile. L’aspetto emotivo gioca un ruolo molto importante, molte persone all’inizio si bloccano quando vengono esortate a suonare da sole, liberamente, senza indicazioni né partiture. Le persone sono più tranquille quando hanno un’indicazione su cosa fare che quando sanno di poter fare quello che vogliono, anche se sembrerebbe un controsenso. Ho verificato però che con la pratica questi blocchi vengono superati e subentra abbastanza rapidamente la gioia di poter creare in libertà ed essere, anche, solisti.

Improvvisare insieme è invece fondamentale per sviluppare le capacità di ascolto, di interazione e di saper canalizzare la propria creatività insieme a quella degli altri per uno scopo collettivo. Le improvvisazioni collettive a volte scelgo di guidarle con delle conduction. Il termine indica un particolare modo di condurre un’orchestra di improvvisatori attraverso dei gesti che danno indicazioni più o meno specifiche su cosa il singolo musicista o una sezione dell’orchestra possa suonare. La conduction è molto utile per rendere più coesa un’improvvisazione di un’orchestra di più di sei elementi, numero che normalmente viene inteso come massa critica oltre il quale diventa difficile gestire un’improvvisazione collettiva in totale libertà.

E’ molto forte anche l’interesse per la creazione di strutture musicali attraverso l’improvvisazione, con una attenzione quindi specifica alla gestione formale di un’improvvisazione. Questo avendo in testa la celeberrima definizione dell’improvvisazione data dal geniale pianista olandese Misha Mengelberg, che ha sempre preferito parlare di instant composition, composizione istantanea.

Tutto questo, sempre e comunque, con un approccio anche ludico, diventando esploratori del nostro strumento, della nostra voce, di noi stessi.

 

www.lucaserrapiglio.com