venerdì 16 settembre ore 22
“il Vortice Fuori”
un documentario di
Giorgio Affanni e Andrea Grasselli
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Il mestiere del contadino attrae la fantasia di chi lo guarda svolgersi dall’esterno e affatica chi lo attua.
Claudio è un contadino. E’ una persona umile e radicale; interroga la terra e carpisce messaggi dallenubi. Da un incontro casuale è nata la necessità di ascoltarlo e raccontarlo.
La ricerca documentaristica è nata dalla curiosità di avvicinarci e conoscere ciò di cui siamo fatti, di riprendere consapevolezza delle nostre radici e tentare di scorgere la sfida all’ipocrisia del vivere, oggi, il quotidiano. Con la propria radicalità Claudio ci leva la terra da sotto i piedi e pone lo spettatore nella condizione di farsi la domanda cruciale dell’umanità: “Dove stiamo andando?” Claudio, mentre lavora, riflette e ci parla di meteorologia, di alimentazione, di prevenzione, delle colture, del significato del benessere e del condividere. Il documentario racconta il viaggio di conoscenza di un uomo solo, ma non solitario. La sua retorica fluisce come un torrente in piena e ci racconta della sua terra, quella che ha scelto, quella delle sue radici. Noi, all’interno di questo vortice, ci siamo posti in maniera umile piuttosto che radicale. Abbiamo preferito osservare in posizione d’ascolto, piuttosto che affrontare con maggiore veemenza il confronto. La radicalità, crediamo, la si può esprimere soltanto quando si conosce o si ha la visione della complessità di ciò che si sta affrontando. La nostra regia, quindi, è rimasta lenta e discreta, come la nostra vorace volontà di capire la scelta del coltivare.
Inoltrandoci nelle sue innumerevoli parentesi, digressioni mentali e metafore tra la vita e ciclo vitale, abbiamo potuto condividere una parte del suo viaggio. La sintesi discorsiva, molto cara alla narrazione, è stata abbandonata in favore di una contemplazione attiva, immergendoci così in una serie di discorsi, parole e metafore; le quali si schiudono, sbocciano e crescono, come zolle di terra che nascondono segreti al loro interno; come i semi che nel corso della vita si lanciano, e che a volte, possono germinare come zampilli d’acqua nella mente, perché la vita vuole vita.
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Il progetto è dedicato all’esperienza di Claudio Beltramelli, un coltivatore “atipico” della Valle Camonica (Brescia), che attua un’agricoltura tradizionale senza mezzi meccanici, e le cui attività sono state seguite nell’arco di un anno e mezzo tra il 2011 e il 2012. Le riprese si sono dedicate non solo a raccontare le sue attività di tutti i giorni, ma soprattutto a svelarne le personali motivazioni che lo hanno spinto a fare la scelta di vita del coltivare in modo tradizionale.
Claudio, nell’arco di 15 anni di attività contadina, si è garantito la condizione di quasi completa autonomia e auto-sostentamento. Questa indipendenza, però, non significa per lui una scelta di isolamento dal resto della società o dagli eventi del mondo, anzi gli fornisce una chiave di lettura privilegiata di quello che sta succedendo alla nostra società.
Nel nostro lavoro abbiamo voluto, con il sottofondo narrativo delle quattro stagioni dell’agricoltura, indagare le tematiche che Claudio considera cruciali, quali la nutrizione vegetariana e l’alimentazione consapevole, il rispetto della natura (come scambio reciproco), la meteorologia, la decrescita, la tessitura, il benessere psichico e fisico, la prevenzione.
In collaborazione con AgireOra Alessandria
ingresso riservato ai soci
possibilità di far la tessera in loco