Sabato 10 settembre

inizio ore 22

CESARE LIVRIZZI

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Cesare Livrizzi presenta “Milano non contiene…” anteprima del disco che uscirà a novembre 2016. 
Marco Parente, Dellera (Afterhours), Vincenzo Vasi, Asso Stefana e Valeria Sturba collaborano al nuovo disco, previsto per settembre.

Cesare Livrizzi è un cantautore siciliano, classe 1983.
 Amante della parola e del linguaggio in generale che, colluso e generalmente in combutta con l’armonia della musica, tenta di manipolare per creare piccoli quadri.

Le sue canzoni sono questo: immagini sonore sghembe, poetiche e a volte prosaiche, manifesto di questa ricerca.

Il primo disco è “Dall’altra parte del cielo” (2011 – Zone di Musica).

Amante della parola e del linguaggio in generale che, colluso e generalmente in combutta con l’armonia della musica, tenta di manipolare per creare piccoli quadri.
Le sue canzoni sono questo: immagini sonore sghembe, poetiche e a volte prosaiche, manifesto di questa ricerca.

A diciott’anni si diploma portando in sede di esame una chitarra e un leggio musicando di suo pugno Leopardi, Saffo e Marziale cercando di dimostrare “Il legame profondo tra Poesia e Musica”

Nel 2002 si laurea in DAMS-Musica a Bologna, con una tesi su Tom Waits poco apprezzata dall’ignoranza Anti-Pop del Professore-Capo ma amata da tutti color che Tom Waits l’hanno vissuto (compresi alcuni dei professori della commissione).

Da lì in poi, tra una pulizia di pentole più grandi di lui e la vendita di “buchi di topo come fedi nuziali” per campare, inizia l’esperienza dal vivo nei principali locali di Bologna e la stesura del primo ep “Storie” nel 2007.
Merito di questo acerbo ep fu di portare il cantautore all’attenzione della stampa (“capace di delineare con efficacia e grazie un personaggio che pare uscito da un disco in coabitazione tra Bersani e Gazzè, coraggioso sforzo di coniugar una scelta lessicale ricercata a una orgogliosa volontà narrativa” scriveva di lui Marco Villa su rockit.it)  e di alcuni festival.
“Storie” entra nella classifica dei Best Demo 2007 di Demo Rai.

Del 2009 è l’incontro con la produttrice del suo primo disco Susanna Rienzi con cui partorirà nel 2011 “Dall’altra parte del cielo”.
Il disco riceve ottimi riconoscimenti dalla critica (“Il disco non corre ma gira lento, incessante e profondo” – La Stampa; “Dall’altra parte del cielo è una perla di disco” – Saltinaria.it; “Il primo disco dell’artista siciliano è una medaglia al valore nell’attuale panorama artistico italiano. Un album da elogiare e ascoltare” – Whipart.it; “La scrittura di Livrizzi è capace quasi sempre di evocare, gioca col non-detto, non imbocca l’ascoltatore, e quando approda a climi sociali dribbla la retorica, affidandosi al fioretto piuttosto che alla sciabola” – Brigata Lolli).
Inizia il tour che lo porterà a fare concerti in alcune delle principali città d’Italia da Nord a Sud.
Dopo tanto tempo in giro è arrivato il momento di lavorare sul disco nuovo a cui stanno partecipando Dellera, Marco Parente, Asso Stefana e Vincenzo Vasi oltre che musicisti che da tanto collaborano con l’artista.
Novembre 2016 è il mese di “Milano non contiene amore”.

Dicono di Cesare Livrizzi e del disco “Dall’altra parte del cielo” (2011)

“Il disco non corre ma gira lento, incessante e profondo.”
Recensione La Stampa

“‘Dall’altra parte del cielo’ è una perla di disco uscita l’anno scorso che noi di SaltinAria vogliamo far brillare ancora una volta…è un bel disco che unisce cantautorato e poesia. I testi sono pura poesia e aiutano l’ascoltatore in quel lavoro di immaginazione che… immagino sia la dote fondamentale di Livrizzi. Complimenti”
Recensione di Ilario Pisanu su Saltinaria.it 8/10

“Cesare Livrizzi ha dimostrato maturità vocale, ha dipinto didascalie chiare di un mondo lontanamente vicino, ha segnato il suo percorso con liriche auriche e testi ermetici. Una domanda però resta: cosa c’è dall’altra parte del cielo? La parola passa ai sognatori”
Recensione Mescalina.it

“D’altra parte del cielo regala tanti momenti di intensa limpidezza, nei quali abbandonarsi, annegando con un coraggio pieno e disinvolto. E’ il tempo dei crolli emotivi, dell’istintività per fare spazio alle tempeste interne che si intersecano con i suoni. Passione o congiunzione astrale, il primo disco dell’artista siciliano – bolognese è una medaglia al valore nell’attuale panorama artistico italiano. Un album da elogiare e ascoltare.”
Recensione Whipart.it

“…poi però il ghiaccio si rompe e la pronuncia siculeggiante di Cesare crea, fondendosi con l’accurato setaccio dei suoni delle parole, un bizzarro manto magico che sembra un tappeto. E che invece è un’amaca, dove comode s’adagiano, appunto e finalmente, storie che vien voglia di menzionare tutte”
Recensione Martemagazine.it

“Teniamolo d’occhio Livrizzi: oramai di cantautori che esprimono le loro emozioni in modo così diretto e genuino, senza compromessi e “svenimenti sentimentali”, ne sono rimasti pochissimi, la maggior parte relegati alla “storia” della migliore musica italiana d’autore.”
Recensione di Genziana Ricci

“La scrittura di Livrizzi è capace quasi sempre di evocare, gioca col non-detto, non imbocca l’ascoltatore, e quando approda a climi sociali dribbla la retorica, affidandosi al fioretto piuttosto che alla sciabola.
(…) troppa grazia per un disco solo.”
Recensione Brigata Lolli

“Cesare Livrizzi, poeta”
Giovanni De Paola, Il Sole 24 ore